Non so se sia più incredibile il fatto che sono riuscito a mettere in piedi tutto questo o il fatto che stia tenendo in piedi un progetto personale da più di un mese.

Data la mia ADHD, probabilmente la seconda.

Inizialmente ospitato su Substack, ho deciso di rendere Ossitocina un progetto più personale, intimo e forse leggermente punk: ricreandolo da zero, con un dominio dedicato e la piena libertà di fare quello che voglio a livello di contenuti, funzionalità e design.

L’IKEA dei social media

Con l’avvento dei social network e delle grandi piattaforme abbiamo guadagnato sulla carta in visibilità ma perso in anima, con profili tutti uguali, depersonalizzati, carenti di quel tocco personale che ci definisce e spesso pure lenti e macchinosi.

Quello che mi definisce attualmente è il retro minimalism: uno stile basato sui terminali dei vecchi sistemi operativi anni ’80 che fin da bambino mi hanno affascinato nella loro misteriosa complessità.

E se domani volessi farlo diventare l’equivalente del sito di Space Jam, beh sarei libero di farlo (e diciamolo, non sarebbe per niente male).

MySpace poteva benissimo essere anche così
MySpace poteva benissimo essere anche così (il mio sicuro)

L’ultimo baluardo di social network con un tocco di personalizzazione è stato MySpace nella preistoria degli anni 2000, poi è arrivato Facebook e come IKEA per l’arredamento ha reso i social media accessibili alla massa.

Trasformando di contro le nostre case in dei bellissimi negozi IKEA, una il clone dell’altra, uccidendo a colpi di KALLAX ogni forma di tocco personale.

Quando entro in casa di qualcuno voglio vedere la personalità, lo stile e gli interessi della persona che la abita e lo stesso dovrebbe valere per i nostri spazi digitali.

Non siamo tutti uguali, ed è questo il bello.

Tu sapevi un po’ di punk

C’è poi il fattore dei numeri e statistiche, come le visualizzazioni o il numero di followers, che possiamo mentirci quanto vogliamo però ci condizionano e ci fanno giudicare e sentirci giudicati.

Su Substack avevo disattivato ogni metrica possibile. In uno spazio così intimo non mi interessa sapere chi e quanti guardano, ma la piattaforma vive di visualizzazioni e logicamente deve trasmetterti questa pressione. Nonostante tutto ad ogni articolo il sistema mi voleva notificare quanti lo avessero letto, per quanto tempo e come ci fossero arrivati.

Grazie ma sto bene così.

Qui non esiste niente di tutto ciò perchè semplicemente non ho implementato nessun tracking e mai lo farò.

Ossitocina è un po’ punk.
Createvi il vostro spazio punk, non ve ne pentirete.

Follow the white rabbit
Follow the white rabbit

Dettagli tecnici non richiesti

Disclaimer: Se sei arrivato fino a qui è già un miracolo, per la parte dopo procedi solo se vuoi leggere buzzwords da nerd che alle due del mattino guarda documentari sui sommergibili nucleari russi degli anni ’80, tipo il sottoscritto.

Ossitocina 2.0 è stato creato sul framework Astro, con l’obiettivo di creare un sito web statico veloce, allergico a JavaScript e con un focus puro sui contenuti.

Il flusso è essenziale:

  • Ogni modifica o nuovo articolo corrisponde a un push su un repository GitHub privato.
  • Si attiva una sincronizzazione automatica su Cloudflare Pages a cui ho associato il dominio.

E per la scrittura degli articoli ho voluto andare extra step e creare un mini tool che mi permetta di farlo in maniera semplice, con tutti i metadati inseriti e con la possibilità di pubblicare il tutto con un click.

Il mio piccolo tool per la creazione di articoli
Il mio piccolo tool per la scrittura di articoli

Il costo del tutto?
7 euro all’anno di dominio, ma solo perchè volevo essere extra performativo.